14 Ott

Il Garante della Privacy dice sì alla Rilevazione delle Presenze con le Impronte Digitali

Con Provvedimento n. 357 del 15 settembre 2016, il Garante della privacy per la prima volta autorizza un sistema di rilevamento delle presenze basato sulla lettura delle impronte digitali.
Il Provvedimento, che si riferisce in particolare all’Ospedale Ruggi di Salerno, affronta il tema della certezza della cura del paziente, che potrebbe essere messa a rischio dall’elevato tasso di assenteismo del personale ospedaliero. In passato l’Authority ha sempre ritenuto sproporzionato l’uso generalizzato dei sistemi biometrici, ma in questo caso ha ritenuto meritevoli le richieste dell’azienda: le caratteristiche del luogo, infatti, non rendono possibile l’istallazione di varchi di accesso o tornelli nei pressi dei marcatempo che consentano il passaggio di una persona alla volta; inoltre è risultato difficile verificare la presenza del personale in luoghi circoscritti a causa della vastità dell’area e della necessità dei lavoratori di spostarsi per servizio tra padiglioni diversi, così come è risultato impossibile garantire un controllo costante delle presenze da parte di dirigenti che erano spesso impegnati nella pratica medica o chirurgica negli ambulatori e nei reparti dell’ospedale.

Per questi motivi l’Autorità – al fine di garantire la salute pubblica, come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e considerata la assoluta specificità del caso – ha riconosciuto la necessità e la proporzionalità dell’uso dei dati biometrici per verificare l’effettiva presenza del personale in servizio.

Il sistema potrà però essere attivato solo nel più rigoroso rispetto della privacy dei dipendenti e con l’adozione di precise misure di sicurezza. Il dato biometrico, come assicurato dall’azienda ospedaliera, non sarà memorizzato in alcun data-base, né sotto forma di codifica numerica, né tanto meno sotto forma di immagine. Gli unici dati ricavati dalle impronte (template di stringhe dei caratteri rappresentativi) saranno conservati in forma criptata sul badge ad esclusiva disposizione del dipendente e saranno utilizzati solo per la procedura di verifica dell’identità del dipendente senza che sia possibile in alcun modo ottenere l’immagine dell’impronta digitale a partire dal template memorizzato sulla smart card data in uso al dipendente.

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