CMP Link crede nel ruolo strategico e nel valore dei dati e delle informazioni, necessarie per il funzionamento delle aziende. Il tempo è il principale elemento comune a quasi tutti i dati raccolti; tempi lavorati e di riposo, durate delle attività e delle inattività, quantità di prodotti per unità di tempo… in una parola: time management,un processo di pianificazione e controllo del tempo, utilizzato per aumentare l’efficacia, l’efficienza e la produttività.

Il principale dato che viene raccolto dalle organizzazioni di ogni dimensione è il tempo lavorato dal personale. Un sistema di rilevazione delle presenze e delle assenze è un insieme di strumenti di registrazione degli orari e di regole per la determinazione delle durate di eventi predeterminati: quantità di ore lavorate, di ore di malattia, di ore di straordinario, ecc.
La registrazione degli orari può essere manuale (libro presenze), meccanica (cartellini orologio), elettronica (lettori di badge, dispositivi mobili) o biometrica; il principale scopo del sistema è quello di alimentare il sistema delle paghe, per la trasformazione delle ore lavorate in remunerazione.
In Italia l’introduzione del Libro unico del lavoro (Lul, L. 133/2008) ha di fatto reso obbligatoria la rilevazione elettronica delle presenze: gli orologi marcatempo o timbra-cartellini sono di fatto diventati privi di ogni valore legale, anche se alcune aziende continuano ad adottarli per finalità diverse.
Il bilanciamento dell’esigenza aziendale di raccogliere le presenze e della tutela della privacy del lavoratore ha comportato una continua evoluzione della normativa. Evidentemente un software per la rilevazione delle presenze, depositario necessario di tutti i dati anagrafici aggiornati del personale, è diventato nel tempo il fulcro di molti altri programmi di gestione del personale: elaborazione paghe, gestione note spese e trasferte, budget del costo del lavoro, gestione auto aziendali, prenotazione sale riunioni, cruscotti HR e molti altri ancora.

Quando il dato da rilevare è l’oggetto della prestazione lavorativa e non la prestazione in sé, si usa il termine rilevazione dati di produzione. La rilevazione di quantità/tipologie di prodotti comporta una maggiore complessità dei dispositivi di lettura del dato, per tener conto di particolari condizioni ambientali e di funzionamento: opifici con polvere o unto, celle frigorifere e altoforni, schizzi di acqua e carenza di luce, ecc.
Le tecnologie di lettura più diffuse, oltre ai tradizionali badge magnetici, sono quella basata su codici a barre o barcode e quella basata sull’identificazione a radiofrquenza o Rfid.
I dati di produzione consentono indirettamente di misurare l’attività dei macchinari e degli impianti impiegati nella produzione: con appositi software diventa pertanto possibile gestire le attività di manutenzione, effettuare inventari, automatizzare le schede commessa e molto altro ancora.


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